Come dice scherzosamente mamma Daniela, il figlio potrebbe definirsi cresciuto a “pane e cavalieri”. La scintilla per la scherma scocca in Amedeo Zancanella, da pochi giorni 14enne e neocampione italiano di spada categoria Allievi, guardando l’Olimpiade di Atene 2004: «Aveva solo 6 anni – prosegue la mamma – ma rimase colpito da questo sport. Due anni dopo il contatto reale con la scherma divenne realtà, grazie ad un corso promozionale al Club Scherma Torino». Gli inizi sono stati di fioretto ma dal gennaio del 2011 la scherma di Amedeo prende anche le forme della spada. Proprio di spada, sulle pedane del Gran Premio Giovanissimi 2012, Zancanella, ha colpito nel segno: «L’obiettivo iniziale – spiega Amedeo – era entrare nei sedici. Una volta ottenuto ho tirato sempre meglio, assalto dopo assalto e non mi sono più posto limiti».
Il momento più delicato di giornata?: «La sfida di ottavi della diretta, contro Porta, un altro fiorettista diventato spadista contro il quale avevo spesso perso. Mi sono imposto 15-9 ma solo riuscendo al allungare nel finale. E’ stata la vittoria della svolta». Accompagnato agli allenamenti trisettimanali dalla mamma Daniela e dalla nonna Luisa e nelle trasferte anche dal papà Roberto, Amedeo ora si rituffa sui libri dell’ultimo anno della scuola media. Lo attendono le ultime interrogazioni e l’esame di fine anno. Nel 2013 il salto allo Scientifico e, schermisticamente parlando, nella categoria Cadetti: «Sono pronto a raccogliere le sfide – prosegue – ancora più motivato dopo questo risultato». Amedeo Zancanella si allena al CS Torino con i maestri Folgori (fioretto) e Ippolito (spada) e deve molto della sua crescita all’intero staff tecnico della società presieduta dall’Avv. Mario Vecchione. Idoli sportivi e schermistici per Amedeo… «Sicuramente Paolo Pizzo – risponde – che ho conosciuto personalmente e mi ha fatto una grande impressione». Sulle orme dunque del campione del mondo in carica di spada, Amedeo Zancanella è definito da chi lo conosce uno schermitore che sa attendere il momento giusto per portare la stoccata letale: «E’ come un ragno che tesse la propria tela – prosegue la mamma – e nella quale cattura i propri avversari. Amedeo, inoltre, è bravo a gestire le emozioni. Non si fa sorprendere dalle stesse. E’ così anche sui banchi di scuola e per questo ottiene ottimi risultati».
di Roberto Bertellino




